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La Niña: cos’è, come nasce e perché influenza il clima globale

La Niña: cos’è, come nasce e perché influenza il clima globale

12/09/2026 0 commenti 8 visualizzazioni
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La Niña è la fase fredda del ciclo ENSO e nasce nel Pacifico tropicale. Vediamo come si sviluppa, cosa cambia tra oceano e atmosfera e perché può influenzare il clima anche a grande distanza.

La Niña è una delle principali oscillazioni naturali del sistema climatico terrestre e rappresenta la fase fredda del ciclo ENSO. Nasce nel Pacifico tropicale, ma le modifiche che produce nella circolazione oceanica e atmosferica possono propagarsi molto lontano dalla zona in cui ha origine.

Viene spesso descritta semplicemente come “l'opposto di El Niño”. L'idea aiuta a comprenderne il principio generale, ma è una semplificazione: La Niña possiede una propria evoluzione, una propria intensità e conseguenze climatiche che non sono necessariamente l'immagine speculare di quelle prodotte da El Niño.

Per capire cosa succede durante La Niña bisogna quindi osservare insieme oceano, alisei, risalita delle acque profonde e circolazione atmosferica tropicale.

Che cos'è La Niña?

La Niña è la fase fredda dell'ENSO, acronimo di El Niño-Southern Oscillation.

Durante un evento di La Niña, una vasta parte del Pacifico equatoriale centrale e orientale presenta temperature superficiali del mare inferiori rispetto ai valori normalmente attesi.

Non significa però che tutto l'Oceano Pacifico diventi freddo.

La caratteristica fondamentale è la presenza di anomalie negative della temperatura oceanica in determinate regioni equatoriali, associate contemporaneamente a modifiche della circolazione atmosferica tropicale.

Proprio come El Niño, La Niña è quindi un fenomeno accoppiato oceano-atmosfera.

ENSO: El Niño, La Niña e fase neutrale

El Niño e La Niña fanno parte dello stesso sistema climatico: l'ENSO.

Il Pacifico tropicale può attraversare tre condizioni principali:

  • El Niño: fase calda, caratterizzata da un riscaldamento anomalo del Pacifico equatoriale centrale e orientale;
  • La Niña: fase fredda, caratterizzata da temperature inferiori alla norma nelle stesse grandi regioni oceaniche;
  • fase neutrale: situazione nella quale il sistema non presenta caratteristiche sufficientemente persistenti per essere classificato nelle due fasi principali.

Il passaggio da una fase all'altra non segue un calendario regolare. ENSO è una forma di variabilità climatica naturale che può evolvere in modi differenti da un evento all'altro.

Come funziona normalmente il Pacifico tropicale?

In condizioni normali, lungo l'equatore soffiano prevalentemente gli alisei da est verso ovest.

Questi venti contribuiscono a spingere le acque superficiali più calde verso il Pacifico occidentale, in direzione dell'Indonesia e dell'Australia.

Nel Pacifico orientale, soprattutto lungo le coste del Sud America, il movimento delle acque superficiali favorisce invece la risalita di acqua più fredda proveniente dagli strati profondi dell'oceano.

Questo processo viene chiamato upwelling.

Il risultato è una forte differenza tra le acque molto calde del Pacifico occidentale e quelle relativamente più fredde presenti verso il settore orientale.

Cosa cambia durante La Niña?

Durante La Niña il normale funzionamento del Pacifico tropicale tende generalmente a rafforzarsi.

Gli alisei diventano spesso più intensi e spingono con maggiore efficacia le acque superficiali verso ovest.

Questo favorisce una maggiore risalita delle acque profonde e fredde nel Pacifico equatoriale orientale.

Di conseguenza:

  • le acque superficiali del Pacifico centrale e orientale diventano più fredde del normale;
  • l'acqua calda tende a concentrarsi maggiormente verso il Pacifico occidentale;
  • l'upwelling può risultare più intenso;
  • la distribuzione delle precipitazioni tropicali viene modificata;
  • la circolazione atmosferica lungo l'equatore tende a rafforzarsi.

Oceano e atmosfera finiscono quindi per sostenersi reciprocamente, permettendo al fenomeno di mantenersi nel tempo.

La Circolazione di Walker durante La Niña

Uno dei meccanismi fondamentali dell'ENSO è la Circolazione di Walker.

In condizioni normali, l'aria tende a salire sopra le acque molto calde del Pacifico occidentale, dove sono frequenti nubi e precipitazioni tropicali.

In quota l'aria si sposta verso est, per poi ridiscendere sul Pacifico orientale e tornare verso ovest vicino alla superficie attraverso gli alisei.

Durante La Niña questa circolazione tende generalmente a diventare più intensa del normale.

Le precipitazioni e la convezione possono quindi concentrarsi maggiormente verso Indonesia e Pacifico occidentale, mentre vaste zone del Pacifico centrale e orientale possono risultare più secche.

Un meccanismo capace di autoalimentarsi

La Niña può rafforzarsi attraverso una serie di interazioni tra oceano e atmosfera.

Alisei più forti spingono più acqua calda verso ovest. Questo favorisce una maggiore risalita di acqua fredda nel Pacifico orientale.

Le acque più fredde modificano a loro volta la posizione delle zone di maggiore convezione e precipitazione, rafforzando ulteriormente la configurazione atmosferica tipica della fase fredda.

Il sistema può quindi sviluppare un vero e proprio meccanismo di feedback.

Naturalmente questa amplificazione non continua indefinitamente: altri processi oceanici e atmosferici intervengono progressivamente fino a indebolire l'evento e riportare ENSO verso condizioni neutrali o, eventualmente, verso una nuova fase.

Come viene riconosciuta La Niña?

La presenza di La Niña non viene stabilita osservando una singola giornata o una singola misura della temperatura dell'oceano.

I centri climatici internazionali monitorano continuamente diverse regioni del Pacifico equatoriale, tra cui la zona denominata Niño 3.4.

Vengono analizzati contemporaneamente numerosi elementi:

  • temperatura superficiale del mare;
  • anomalie termiche sotto la superficie oceanica;
  • intensità e direzione degli alisei;
  • pressione atmosferica;
  • distribuzione delle precipitazioni tropicali;
  • convezione;
  • comportamento della Circolazione di Walker;
  • modelli climatici e previsioni stagionali.

La classificazione dell'ENSO deriva quindi dall'insieme di diversi segnali e dalla loro persistenza nel tempo.

Perché La Niña può influenzare il clima mondiale?

Il Pacifico tropicale occupa una superficie enorme e contiene una quantità altrettanto enorme di energia.

Quando la distribuzione delle temperature oceaniche cambia su una scala così vasta, cambia anche il modo in cui calore e umidità vengono trasferiti dall'oceano all'atmosfera.

Questo modifica la posizione delle grandi aree di convezione tropicale e può influenzare la circolazione atmosferica su scala planetaria.

Le perturbazioni generate nel Pacifico possono propagarsi attraverso l'atmosfera modificando, tra le altre cose, le onde di Rossby, la posizione delle correnti a getto e la distribuzione delle aree di alta e bassa pressione.

Questi collegamenti a grande distanza vengono chiamati teleconnessioni climatiche.

Quali effetti può produrre nel mondo?

Gli effetti di La Niña variano in funzione della stagione, dell'intensità dell'evento e della presenza contemporanea di altri fenomeni climatici.

In alcune regioni del pianeta può aumentare la probabilità di periodi particolarmente piovosi, mentre in altre può favorire condizioni più secche.

Tra gli effetti frequentemente associati a La Niña possono comparire:

  • precipitazioni più abbondanti in alcune zone dell'Australia e del Sud-est asiatico;
  • condizioni più secche in alcune aree del Pacifico centrale e orientale;
  • variazioni delle precipitazioni nelle Americhe;
  • modifiche nella posizione delle correnti a getto;
  • variazioni nella distribuzione delle temperature;
  • cambiamenti nella frequenza o posizione di alcuni sistemi meteorologici.

Questi effetti rappresentano però tendenze statistiche, non regole valide per ogni singolo evento.

La Niña non determina da sola il tempo meteorologico

Dire che una regione tende ad avere determinate condizioni durante La Niña non significa poter prevedere direttamente il tempo di una singola giornata o di una singola città.

ENSO modifica soprattutto le probabilità climatiche.

Su scala locale continuano ad agire numerosi altri fattori atmosferici e oceanici.

Per questo due eventi di La Niña possono avere intensità simili ma produrre conseguenze differenti in molte parti del pianeta.

La Niña è semplicemente El Niño al contrario?

No.

Dal punto di vista generale le due fasi mostrano caratteristiche opposte: durante El Niño il Pacifico equatoriale centrale-orientale tende a riscaldarsi, mentre durante La Niña tende a raffreddarsi.

Anche gli alisei e la Circolazione di Walker mostrano spesso comportamenti opposti.

Tuttavia il sistema climatico non reagisce in maniera perfettamente simmetrica.

Gli effetti regionali di La Niña non devono quindi essere interpretati semplicemente invertendo quelli associati a El Niño.

Le due fasi appartengono allo stesso fenomeno, ma possiedono caratteristiche e teleconnessioni proprie.

E in Europa?

Il legame tra ENSO e il clima europeo è molto meno diretto rispetto a quello osservato in numerose regioni tropicali e subtropicali.

Tra il Pacifico e l'Europa intervengono numerosi altri meccanismi atmosferici.

La risposta europea può dipendere dall'interazione tra La Niña e:

  • circolazione atmosferica dell'Atlantico settentrionale;
  • posizione del Jet Stream;
  • onde di Rossby;
  • distribuzione delle temperature oceaniche nell'Atlantico;
  • pressione atmosferica sull'area euro-atlantica;
  • condizioni della stratosfera;
  • altri fenomeni climatici presenti contemporaneamente.

Per questo non esiste una semplice equazione del tipo “La Niña = determinato tipo di inverno europeo”.

E in Italia?

Per l'Italia il collegamento è ancora più indiretto.

La Niña può contribuire a modificare la circolazione atmosferica dell'emisfero settentrionale e quindi entrare nel complesso insieme di fattori che influenzano anche il Mediterraneo.

Non permette però, da sola, di stabilire se una determinata stagione italiana sarà più fredda, più calda, più piovosa oppure più secca.

Per valutare le possibili conseguenze sul nostro territorio bisogna osservare contemporaneamente molti altri elementi e utilizzare le previsioni stagionali disponibili.

Avvicinandosi nel tempo agli eventi, saranno poi le normali previsioni meteorologiche a fornire informazioni realmente utili alla scala locale.

Quanto può durare La Niña?

Un episodio di La Niña può durare diversi mesi e spesso attraversare più stagioni.

Alcuni eventi terminano dopo un singolo ciclo stagionale, mentre altri possono persistere molto più a lungo.

Una particolarità interessante è che La Niña può, in alcuni casi, durare per due o persino tre anni consecutivi, con periodi di rafforzamento e indebolimento.

Questo comportamento pluriennale è stato osservato diverse volte nella storia climatica recente.

Quando tende a raggiungere la massima intensità?

ENSO presenta una forte componente stagionale.

Gli episodi di La Niña tendono frequentemente a svilupparsi durante l'anno e a raggiungere la maggiore intensità tra la fine dell'autunno e l'inverno dell'emisfero settentrionale.

Successivamente possono indebolirsi durante la primavera, anche se non tutti gli eventi seguono esattamente lo stesso percorso.

Questa caratteristica spiega perché i mesi che precedono l'inverno siano particolarmente importanti per il monitoraggio ENSO.

La Niña raffredda la temperatura globale?

La Niña tende generalmente ad avere un effetto temporaneamente raffreddante sulla temperatura media globale rispetto a un periodo dominato da El Niño.

Durante la fase fredda, la configurazione del Pacifico favorisce un maggiore assorbimento e una diversa distribuzione del calore tra oceano e atmosfera.

Questo può contribuire a ridurre temporaneamente la temperatura media globale rispetto agli anni caratterizzati da un forte El Niño.

Non significa però che La Niña possa annullare il riscaldamento climatico di lungo periodo.

È importante distinguere i due fenomeni:

  • ENSO provoca oscillazioni naturali su scale temporali relativamente brevi;
  • il cambiamento climatico modifica progressivamente il livello medio delle temperature su scale temporali molto più lunghe.

Un anno influenzato da La Niña può quindi risultare temporaneamente meno caldo rispetto a un anno dominato da El Niño e rimanere comunque molto caldo rispetto al clima dei decenni passati.

La Niña può influenzare i cicloni tropicali?

Sì, ENSO può modificare anche le condizioni atmosferiche favorevoli allo sviluppo dei cicloni tropicali.

Un esempio importante riguarda l'Atlantico tropicale.

Durante La Niña tende generalmente a diminuire il wind shear verticale in alcune zone dell'Atlantico, cioè la variazione della velocità e della direzione del vento con la quota.

Un minore wind shear può creare condizioni atmosferiche più favorevoli allo sviluppo e al mantenimento dei cicloni tropicali.

Anche in questo caso, però, ENSO rappresenta soltanto uno dei numerosi elementi che determinano l'attività di una stagione degli uragani.

Perché La Niña è importante per le previsioni climatiche?

ENSO è uno dei fenomeni climatici più monitorati al mondo perché possiede una certa prevedibilità su scale temporali di diversi mesi.

Conoscere la probabilità che si sviluppi o persista La Niña permette ai centri climatici di migliorare le previsioni stagionali per molte regioni.

Queste informazioni possono essere particolarmente importanti per:

  • agricoltura;
  • gestione delle risorse idriche;
  • prevenzione della siccità;
  • rischio di alluvioni;
  • gestione degli incendi;
  • produzione energetica;
  • protezione civile.

Non si tratta di prevedere il tempo di una determinata giornata con mesi di anticipo, ma di individuare quali scenari climatici diventano più o meno probabili.

El Niño e La Niña: due facce dello stesso sistema

El Niño e La Niña dimostrano quanto strettamente siano collegati oceano e atmosfera.

Un cambiamento della temperatura dell'acqua in una parte del Pacifico tropicale può modificare i venti, le precipitazioni, la circolazione atmosferica e, attraverso le teleconnessioni, influenzare regioni situate a migliaia di chilometri di distanza.

La Niña rappresenta la fase fredda di questo sistema, ma non è semplicemente una copia inversa di El Niño.

Ogni evento possiede caratteristiche proprie e deve essere osservato nel contesto dell'intero sistema climatico.

Comprendere La Niña significa quindi comprendere un altro tassello fondamentale della variabilità naturale del clima terrestre e del continuo scambio di energia tra oceano e atmosfera.

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