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Perché il Sole cambia altezza durante l’anno? Il viaggio tra solstizi ed equinozi

Perché il Sole cambia altezza durante l’anno? Il viaggio tra solstizi ed equinozi

24/07/2026 0 commenti 98 visualizzazioni
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Durante l’anno il Sole segue traiettorie diverse nel cielo. Scopriamo come l’inclinazione terrestre modifica l’altezza solare, la durata del giorno, l’angolo dei raggi e il riscaldamento del territorio di Gesualdo.

Durante l’estate il Sole attraversa il cielo seguendo una traiettoria ampia e molto alta. In inverno, invece, sembra muoversi più vicino all’orizzonte, descrivendo un arco più corto e lasciando spazio a giornate brevi e ombre molto lunghe.

Questo cambiamento è evidente anche a Gesualdo. Basta osservare, nel corso dell’anno, l’ombra prodotta alla stessa ora da un edificio, da un palo o da un albero: nei mesi estivi è corta e raccolta, mentre durante l’inverno può estendersi per diversi metri.

Il Sole, naturalmente, non decide di salire o scendere nel cielo con l’arrivo delle stagioni. La variazione dipende dalla posizione della Terra lungo la propria orbita e, soprattutto, dall’inclinazione dell’asse terrestre.

Questa geometria modifica contemporaneamente:

  • l’altezza massima raggiunta dal Sole;
  • la durata delle ore di luce;
  • la direzione dell’alba e del tramonto;
  • l’inclinazione con cui i raggi solari raggiungono il terreno;
  • la quantità di energia ricevuta da ogni superficie;
  • la lunghezza delle ombre;
  • il percorso che la luce deve compiere nell’atmosfera.

Le stagioni non dipendono principalmente dalla distanza della Terra dal Sole, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre e dal modo in cui questa cambia l’angolo e la durata dell’illuminazione solare.

Il Sole si muove davvero nel cielo?

Ogni giorno vediamo il Sole sorgere, salire progressivamente, raggiungere una posizione massima e poi abbassarsi fino al tramonto. Questo è un movimento apparente: è principalmente la rotazione terrestre a produrre l’impressione che il Sole attraversi il cielo da est verso ovest.

La Terra completa una rotazione in circa ventiquattro ore. Mentre il nostro punto di osservazione ruota verso il Sole, vediamo l’alba; quando è maggiormente rivolto verso di esso viviamo le ore centrali della giornata; quando ruota sul lato opposto arriva la notte.

La traiettoria apparente giornaliera, però, non è identica durante tutto l’anno. Il punto in cui il Sole sorge, la sua altezza nelle ore centrali e il punto del tramonto cambiano gradualmente da un giorno all’altro.

Per comprendere questo secondo movimento bisogna considerare non soltanto la rotazione quotidiana, ma anche il viaggio annuale della Terra intorno al Sole.

L’inclinazione dell’asse terrestre

L’asse intorno al quale ruota la Terra non è perfettamente perpendicolare al piano della sua orbita. È inclinato di circa 23,4 gradi rispetto alla perpendicolare al piano orbitale.[1]

Durante il percorso intorno al Sole, l’asse terrestre mantiene approssimativamente la stessa orientazione nello spazio. Di conseguenza, per una parte dell’anno l’emisfero settentrionale è inclinato maggiormente verso il Sole, mentre per l’altra parte è inclinato nella direzione opposta.

Quando l’emisfero settentrionale è rivolto verso il Sole:

  • il Sole appare più alto nel cielo;
  • rimane sopra l’orizzonte per più tempo;
  • i raggi arrivano con un’inclinazione più diretta;
  • le giornate sono più lunghe;
  • la quantità complessiva di energia ricevuta aumenta.

Quando lo stesso emisfero è inclinato dalla parte opposta:

  • il Sole segue una traiettoria più bassa;
  • le ore di luce diminuiscono;
  • i raggi arrivano più obliqui;
  • la stessa energia si distribuisce su superfici più ampie;
  • il riscaldamento giornaliero diventa meno efficace.

Nell’emisfero meridionale accade contemporaneamente il contrario. Quando in Italia è estate, in Australia è inverno; quando da noi arriva l’inverno, nell’emisfero australe comincia l’estate.

Le stagioni non dipendono dalla distanza dal Sole

Una spiegazione molto diffusa, ma sbagliata, sostiene che l’estate arrivi quando la Terra è più vicina al Sole e l’inverno quando è più lontana.

L’orbita terrestre non è un cerchio perfetto e la distanza dal Sole cambia effettivamente durante l’anno. Tuttavia, questa variazione non è la causa principale delle stagioni.

La Terra raggiunge generalmente il perielio, il punto più vicino al Sole, all’inizio di gennaio, proprio mentre nell’emisfero settentrionale è inverno. L’afelio, il punto più lontano, cade invece all’inizio di luglio, durante la nostra estate.[2]

Questo dimostra chiaramente che il caldo estivo non dipende dalla minore distanza dal Sole. Abbiamo approfondito questo apparente paradosso nell’articolo “Terra all’afelio: perché fa caldo anche se siamo più lontani dal Sole?”.

Se la distanza fosse la causa delle stagioni, l’intero pianeta dovrebbe vivere estate e inverno contemporaneamente. Osserviamo invece stagioni opposte nei due emisferi, perché ciò che cambia è l’orientamento rispetto ai raggi solari.

La declinazione solare: il Sole sembra spostarsi verso nord e sud

Nel corso dell’anno il punto della Terra sul quale il Sole si trova verticalmente cambia latitudine.

Durante l’equinozio di marzo, il Sole si trova direttamente sopra l’Equatore. Nei mesi successivi il punto di illuminazione verticale si sposta verso nord, fino a raggiungere il Tropico del Cancro durante il solstizio di giugno.

Dopo il solstizio il percorso si inverte. Il punto torna verso l’Equatore, che viene raggiunto durante l’equinozio di settembre, e continua poi verso sud fino al Tropico del Capricorno nel solstizio di dicembre.

Questo spostamento apparente viene descritto attraverso la declinazione solare, cioè la distanza angolare del Sole rispetto all’Equatore celeste.

La declinazione varia approssimativamente tra:

  • +23,4° al solstizio estivo dell’emisfero settentrionale;
  • agli equinozi;
  • −23,4° al solstizio invernale dell’emisfero settentrionale.

È questa variazione a modificare l’altezza raggiunta dal Sole alle diverse latitudini.

Che cosa significa “altezza del Sole”?

L’altezza solare, chiamata anche elevazione solare, è l’angolo compreso tra il Sole e l’orizzonte.

Quando il Sole è appena sorto, la sua altezza è vicina a zero gradi. Durante la mattina l’angolo aumenta, raggiunge il valore massimo nel momento del mezzogiorno solare e poi diminuisce fino al tramonto.

Un Sole posto a 20° è ancora relativamente basso. A 50° è già molto alto. A 90° si troverebbe esattamente allo zenit, cioè sulla verticale dell’osservatore.

A Gesualdo il Sole non raggiunge mai lo zenit, perché il paese si trova molto più a nord del Tropico del Cancro. Anche durante il solstizio estivo rimane inclinato verso sud rispetto alla verticale.

Il mezzogiorno solare non coincide sempre con le 12:00

Il momento in cui il Sole raggiunge la massima altezza giornaliera viene chiamato mezzogiorno solare.

Non coincide necessariamente con le 12:00 indicate dall’orologio. L’orario civile dipende dai fusi orari e dall’eventuale ora legale, mentre il tempo solare dipende dalla longitudine e dalla posizione reale della Terra lungo l’orbita.

Durante l’ora legale, nelle località italiane il mezzogiorno solare cade normalmente vicino alle 13:00 civili, con variazioni di alcuni minuti durante l’anno.

Quando confrontiamo la lunghezza delle ombre o l’altezza massima del Sole, dobbiamo quindi riferirci al mezzogiorno solare e non obbligatoriamente alle 12:00 dell’orologio.

Perché i raggi più inclinati riscaldano meno?

Il cambiamento dell’altezza solare non modifica soltanto la posizione del Sole nel cielo. Cambia soprattutto il modo in cui l’energia raggiunge il terreno.

Quando i raggi arrivano quasi perpendicolarmente, una determinata quantità di energia si concentra su una superficie relativamente piccola. Quando arrivano molto inclinati, la stessa quantità di energia si distribuisce su un’area più estesa.

Possiamo immaginare una torcia puntata contro un foglio.

Tenendo la torcia perpendicolare, la luce produce una macchia piccola, rotonda e intensa. Inclinandola, la macchia diventa più lunga e più debole: la stessa luce deve illuminare una superficie maggiore.

Il principio è simile per la radiazione solare:

  • con il Sole alto, l’energia è più concentrata;
  • con il Sole basso, l’energia viene distribuita su un’area più ampia;
  • la potenza ricevuta da ogni metro quadrato diminuisce all’aumentare dell’inclinazione.

Questo è uno dei motivi fondamentali per cui il suolo si riscalda più efficacemente durante l’estate.

Il percorso dei raggi attraverso l’atmosfera

L’angolo di arrivo modifica anche la quantità di atmosfera attraversata dalla luce.

Quando il Sole è alto, i raggi percorrono una strada relativamente breve prima di raggiungere il terreno. Quando il Sole è vicino all’orizzonte, devono attraversare obliquamente uno strato atmosferico molto più esteso.

Durante questo percorso una parte della radiazione:

  • viene assorbita dai gas atmosferici;
  • viene diffusa dalle molecole dell’aria;
  • interagisce con aerosol, polveri e particelle;
  • viene riflessa o assorbita dalle nubi.

Con il Sole basso, una frazione maggiore della luce diretta viene quindi attenuata prima di raggiungere il suolo. Questa maggiore lunghezza del percorso atmosferico contribuisce anche ai colori caldi dell’alba e del tramonto, perché le lunghezze d’onda più corte vengono diffuse più efficacemente lungo il tragitto.[2]

La quantità effettiva di radiazione al suolo non dipende comunque soltanto dall’altezza solare. Contano anche copertura nuvolosa, umidità, polveri, aerosol, trasparenza dell’atmosfera e caratteristiche della superficie.

L’altezza del Sole e la durata del giorno lavorano insieme

In estate il terreno non riceve soltanto raggi più diretti. Li riceve anche per un numero maggiore di ore.

Le due condizioni si sommano:

  • il Sole raggiunge un’altezza maggiore;
  • la giornata dura più a lungo;
  • l’alba avviene prima;
  • il tramonto avviene più tardi;
  • la superficie ha più tempo per accumulare energia.

Durante l’inverno accade l’opposto. Il Sole rimane basso e il periodo disponibile per il riscaldamento è più breve. Il terreno riceve quindi meno energia per unità di superficie e per meno ore.

Questa combinazione, più ancora della sola altezza a mezzogiorno, crea il grande contrasto stagionale tra estate e inverno.

Il terreno si riscalda prima dell’aria

I raggi solari attraversano in gran parte l’atmosfera e vengono assorbiti dal terreno, dagli edifici, dalla vegetazione e dalle superfici d’acqua.

È soprattutto la superficie a riscaldarsi direttamente. Successivamente il calore viene trasferito all’aria più vicina attraverso conduzione, convezione e scambi radiativi.

Per questo la temperatura dell’aria non raggiunge il proprio valore massimo esattamente nel momento in cui il Sole è più alto. Dopo il mezzogiorno solare, il terreno può continuare a ricevere più energia di quanta ne perda e la temperatura continua a salire.

Nelle giornate serene, il massimo termico viene generalmente raggiunto durante il pomeriggio. Solo più tardi le perdite di energia superano gli apporti solari e comincia il raffreddamento.

Perché il periodo più caldo arriva dopo il solstizio?

Il solstizio di giugno è il giorno con il periodo di luce più lungo nell’emisfero settentrionale e quello in cui il Sole raggiunge la massima altezza annuale.

Non è però necessariamente il giorno più caldo dell’anno.

Dopo il solstizio, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, ma per diverse settimane rimangono ancora molto lunghe e il Sole resta alto. Il terreno, gli edifici e soprattutto i mari continuano ad accumulare calore.

Finché durante il giorno entra più energia di quanta ne venga persa durante la notte, la temperatura media può continuare ad aumentare. Questo fenomeno viene chiamato ritardo stagionale.[3]

Per lo stesso motivo, il periodo più freddo dell’anno cade normalmente dopo il solstizio di dicembre. Sebbene le giornate abbiano già ricominciato ad allungarsi, l’energia ricevuta rimane ancora insufficiente a compensare completamente il raffreddamento.

Il solstizio d’estate

Nel solstizio di giugno l’emisfero settentrionale raggiunge la massima inclinazione verso il Sole.

In quel momento:

  • il Sole raggiunge la posizione più settentrionale dell’anno;
  • i raggi cadono verticalmente sul Tropico del Cancro;
  • nell’emisfero settentrionale si verifica il giorno più lungo;
  • il Sole raggiunge l’altezza massima annuale a mezzogiorno;
  • le ombre centrali risultano generalmente le più corte dell’anno.

Il termine “solstizio” deriva dall’idea del Sole che sembra fermarsi. Nei giorni vicini al solstizio, infatti, la sua altezza massima cambia molto lentamente e può sembrare quasi identica per più giorni.

Il solstizio d’inverno

Nel solstizio di dicembre l’emisfero settentrionale raggiunge invece la massima inclinazione dalla parte opposta al Sole.

In quel momento:

  • il Sole raggiunge la posizione più meridionale dell’anno;
  • i raggi cadono verticalmente sul Tropico del Capricorno;
  • nell’emisfero settentrionale si verifica il giorno più corto;
  • l’altezza solare a mezzogiorno è la più bassa dell’anno;
  • le ombre centrali raggiungono la massima lunghezza.

Dopo il solstizio invernale le giornate tornano gradualmente ad allungarsi, inizialmente di pochissimo e poi in maniera sempre più evidente.

Che cosa accade durante gli equinozi?

Gli equinozi si verificano due volte l’anno, generalmente intorno al 20 marzo e al 22 o 23 settembre.

In questi momenti il Sole attraversa l’Equatore celeste e i suoi raggi cadono verticalmente sull’Equatore terrestre. Nessuno dei due emisferi è inclinato maggiormente verso il Sole.

Il confine tra giorno e notte attraversa entrambi i poli e quasi tutte le regioni del pianeta ricevono una durata simile di illuminazione.

Il termine “equinozio” significa “notte uguale”, ma giorno e notte non durano esattamente dodici ore. Il disco solare non è un punto e la rifrazione atmosferica rende visibile il Sole quando geometricamente si trova ancora leggermente sotto l’orizzonte. Per questo la giornata risulta di qualche minuto più lunga della notte.[4]

Il Sole sorge sempre esattamente a est?

No. Il Sole sorge esattamente nel settore orientale e tramonta nel settore occidentale soltanto in prossimità degli equinozi, considerando un orizzonte astronomico libero.

Nell’emisfero settentrionale:

  • in estate sorge verso nord-est e tramonta verso nord-ovest;
  • agli equinozi sorge approssimativamente a est e tramonta a ovest;
  • in inverno sorge verso sud-est e tramonta verso sud-ovest.

Questo spostamento spiega perché una finestra possa ricevere il Sole al mattino in una stagione e rimanere completamente in ombra in un’altra.

Nel territorio reale, colline, montagne, alberi ed edifici possono nascondere l’orizzonte. L’alba visibile può quindi avvenire più tardi e il tramonto osservato prima rispetto ai valori teorici.

Quanto cambia il Sole a Gesualdo?

Gesualdo si trova a una latitudine vicina ai 41 gradi nord. Utilizzando questa latitudine approssimata, possiamo stimare geometricamente l’altezza del Sole nel momento del mezzogiorno solare.

La relazione semplificata è:

Altezza del Sole = 90° − differenza tra latitudine e declinazione solare

Periodo Declinazione del Sole Altezza approssimativa a Gesualdo
Solstizio d’estate +23,4° circa 72,4°
Equinozi circa 49°
Solstizio d’inverno −23,4° circa 25,6°

Tra estate e inverno esiste quindi una differenza di quasi 47 gradi nell’altezza massima raggiunta dal Sole.

Si tratta di valori teorici riferiti al centro del disco solare e a un orizzonte libero. Rifrazione atmosferica, rilievi e posizione precisa dell’osservatore possono modificare ciò che viene realmente visto.

Come cambiano le ombre a Gesualdo?

L’effetto diventa molto intuitivo osservando l’ombra di un oggetto verticale alto un metro, collocato su un terreno perfettamente pianeggiante nel momento del mezzogiorno solare.

Periodo Altezza del Sole Ombra approssimativa di un oggetto alto 1 metro
Solstizio d’estate 72,4° circa 32 centimetri
Equinozi 49° circa 87 centimetri
Solstizio d’inverno 25,6° circa 2,1 metri

In inverno l’ombra può quindi essere più di sei volte più lunga rispetto al solstizio estivo.

Nel territorio di Gesualdo le pendenze, i muri, il Castello, gli edifici del centro storico e i rilievi circostanti rendono la geometria reale più complessa. Una superficie inclinata verso sud può ricevere molta più luce di una esposta a nord, anche se i due punti distano soltanto pochi metri.

L’importanza dell’esposizione dei versanti

In un territorio collinare non conta soltanto l’altezza del Sole: conta anche l’orientamento della superficie.

Versanti esposti a sud

Nell’emisfero settentrionale ricevono generalmente i raggi con un’angolazione più favorevole, soprattutto durante l’inverno, quando il Sole rimane basso nel settore meridionale del cielo.

Queste superfici possono:

  • riscaldarsi più rapidamente nelle giornate serene;
  • mantenere meno a lungo brina o neve;
  • presentare un terreno più asciutto;
  • avere temperature superficiali superiori rispetto ai versanti in ombra.

Versanti esposti a nord

Ricevono una radiazione diretta più limitata, soprattutto nei mesi invernali. In presenza di ostacoli e pendenze accentuate possono rimanere in ombra per gran parte della giornata.

Questo può favorire:

  • temperature del suolo più basse;
  • maggiore persistenza dell’umidità;
  • brina più duratura;
  • fusione più lenta di neve o ghiaccio;
  • differenze locali nella vegetazione.

È una delle ragioni per cui due aree molto vicine possono presentare condizioni differenti anche durante la stessa giornata.

Altezza solare e indice UV

Quando il Sole è più alto, la radiazione ultravioletta tende generalmente a essere più intensa. I raggi attraversano meno atmosfera e raggiungono la superficie con un’angolazione più diretta.

Per questo l’indice UV varia sia durante il giorno sia durante l’anno e raggiunge normalmente i valori maggiori nelle ore vicine al mezzogiorno solare dei mesi estivi.

L’altezza del Sole non è però l’unico fattore. Il livello degli ultravioletti dipende anche da:

  • quantità di ozono atmosferico;
  • copertura nuvolosa;
  • altitudine;
  • aerosol e trasparenza dell’aria;
  • riflessione prodotta da acqua, neve e altre superfici.

Anche con temperature non particolarmente elevate, un Sole alto può quindi produrre valori UV significativi. Temperatura e radiazione ultravioletta non sono la stessa cosa.[5]

Il Sole alto provoca automaticamente caldo intenso?

No. La geometria solare stabilisce la quantità potenziale di energia disponibile, ma il tempo realmente osservato dipende dall’atmosfera.

Una giornata estiva può rimanere fresca se è interessata da nubi, pioggia, vento o da una massa d’aria relativamente fredda. Al contrario, una configurazione anticiclonica può portare temperature elevate anche quando il Sole ha già iniziato ad abbassarsi dopo il solstizio.

La temperatura a Gesualdo dipende anche da:

  • origine della massa d’aria;
  • nuvolosità;
  • vento;
  • umidità;
  • condizioni del terreno;
  • durata della fase anticiclonica;
  • temperatura delle notti precedenti;
  • caratteristiche del microclima locale.

Il Sole fornisce l’energia, ma è la circolazione atmosferica a determinare come questa energia viene utilizzata, conservata e redistribuita.

Il ruolo nella formazione dei temporali estivi

Un Sole alto può riscaldare fortemente il terreno. La superficie trasferisce poi calore all’aria sovrastante, che diventa più leggera e tende a salire.

Se nell’atmosfera sono presenti abbastanza umidità e instabilità, il riscaldamento diurno può contribuire alla formazione di nubi cumuliformi e temporali, soprattutto sui rilievi e nelle aree interne.

Questo collegamento è importante per l’Irpinia e per il territorio appenninico, dove i pendii possono favorire ulteriormente il sollevamento dell’aria.

Il Sole, però, non basta. Per sviluppare un temporale servono anche condizioni atmosferiche adatte. Una massa d’aria secca o uno strato stabile in quota possono impedire la crescita delle nubi anche durante una giornata molto soleggiata.

Perché primavera e autunno non sono uguali?

In primavera e in autunno il Sole può raggiungere, in date poste simmetricamente rispetto ai solstizi, altezze molto simili. Nonostante questo, le temperature osservate possono essere molto diverse.

In primavera il terreno, i mari e l’atmosfera provengono dall’inverno e conservano ancora parte del raffreddamento accumulato. In autunno, invece, arrivano da mesi estivi e trattengono una notevole quantità di calore.

Per questo una determinata altezza solare può accompagnare condizioni più fresche in primavera e più miti in autunno.

L’angolo dei raggi stabilisce l’energia disponibile in quel momento, mentre la temperatura reale dipende anche dalla storia termica dei mesi precedenti.

Perché osservare le ombre è utile?

Le ombre rappresentano uno dei modi più semplici per osservare direttamente il ciclo stagionale del Sole.

Scegliendo un oggetto fisso e fotografandone l’ombra alla stessa ora solare durante l’anno, si può notare che:

  • dall’inverno all’estate l’ombra si accorcia progressivamente;
  • vicino al solstizio estivo cambia molto lentamente;
  • dopo giugno ricomincia ad allungarsi;
  • agli equinozi assume una lunghezza intermedia;
  • nel solstizio invernale raggiunge la massima estensione.

Una meridiana utilizza proprio la posizione dell’ombra per indicare il tempo solare e, indirettamente, il periodo dell’anno.

L’altezza del Sole non cambia improvvisamente

Solstizi ed equinozi sono momenti astronomici precisi, ma il cambiamento osservato nel cielo è continuo.

Il giorno dopo l’equinozio il Sole è soltanto leggermente più alto o più basso rispetto al giorno precedente. Non esiste un salto improvviso tra una stagione e l’altra.

Vicino agli equinozi la posizione solare cambia più rapidamente. Vicino ai solstizi la variazione rallenta, tanto che per diversi giorni l’altezza massima appare quasi immobile.

Le stagioni astronomiche segnano quindi punti importanti di un movimento graduale che non si interrompe mai.

Che cosa possiamo osservare concretamente a Gesualdo?

Durante l’anno, senza alcuno strumento professionale, possiamo verificare diversi cambiamenti:

  • il Sole estivo sorge più verso nord-est;
  • il tramonto estivo avviene più verso nord-ovest;
  • in inverno alba e tramonto si spostano verso sud;
  • il Sole attraversa una porzione molto più ampia di cielo in estate;
  • le facciate esposte a sud ricevono più luce durante l’inverno;
  • alcuni vicoli e versanti rimangono a lungo in ombra nei mesi freddi;
  • le ombre centrali diventano molto corte vicino al solstizio estivo;
  • la radiazione solare disponibile aumenta già durante la primavera, prima dell’arrivo del caldo più intenso.

Il paesaggio collinare rende questi effetti particolarmente visibili. La luce cambia l’aspetto delle campagne, modifica le zone d’ombra e illumina in modo diverso edifici e rilievi nel corso delle stagioni.

Una geometria che costruisce le stagioni

Il Sole non diventa più potente durante l’estate e più debole durante l’inverno. Ciò che cambia è il modo in cui la Terra presenta la propria superficie alla radiazione solare.

L’inclinazione dell’asse terrestre modifica l’altezza del Sole, la durata delle giornate e l’angolo di arrivo dei raggi.

Quando il Sole è alto:

  • l’energia è più concentrata;
  • il percorso atmosferico è più breve;
  • le giornate sono più lunghe;
  • le ombre sono più corte;
  • il terreno può accumulare più calore.

Quando il Sole è basso:

  • l’energia si distribuisce su superfici più ampie;
  • la luce attraversa più atmosfera;
  • le giornate sono più brevi;
  • le ombre si allungano;
  • il riscaldamento del suolo diventa meno efficace.

Le stagioni nascono dall’inclinazione della Terra: lo stesso Sole illumina il pianeta durante tutto l’anno, ma cambia l’angolo con cui i suoi raggi raggiungono ogni territorio.

Il viaggio annuale della luce

Osservare l’altezza del Sole significa vedere nel cielo il movimento della Terra intorno alla propria stella.

Dal Sole basso e dalle lunghe ombre invernali si passa gradualmente alle giornate luminose della primavera. Il percorso continua fino al grande arco estivo, quando il Sole domina il cielo per molte ore, per poi invertire lentamente la direzione verso l’autunno.

A Gesualdo questo viaggio modifica ogni giorno il paesaggio: cambia l’illuminazione delle colline, la lunghezza delle ombre, il riscaldamento dei versanti e la quantità di energia ricevuta dal terreno.

Non è soltanto un fenomeno astronomico lontano. È un ciclo che influenza il clima stagionale, il meteo, la vegetazione e la vita quotidiana.

La prossima volta che un’ombra apparirà particolarmente corta o che il Sole invernale sembrerà sfiorare le colline, staremo osservando direttamente uno degli effetti più importanti dell’inclinazione terrestre.


Fonti e approfondimenti

  1. NASA – Earth, Glenn Research Center
    Informazioni sull’inclinazione dell’asse terrestre e sul suo ruolo nella formazione delle stagioni.
    Consulta la fonte NASA

  2. NOAA National Weather Service – What Causes the Seasons?
    Spiegazione dell’inclinazione terrestre, dell’angolo dei raggi, del percorso della luce nell’atmosfera e della differenza tra stagioni e distanza dal Sole.
    Consulta la fonte NOAA

  3. NOAA NESDIS – NOAA Satellites View Summer and Winter Solstices
    Approfondimento sul ritardo stagionale tra il solstizio e il periodo mediamente più caldo o più freddo.
    Consulta la fonte NOAA

  4. United States Naval Observatory – Length of Day and Night at the Equinoxes
    Spiegazione del motivo per cui giorno e notte non hanno esattamente la stessa durata durante gli equinozi.
    Consulta la fonte USNO

  5. Organizzazione Mondiale della Sanità – Ultraviolet Radiation
    Approfondimento sui fattori che regolano la radiazione ultravioletta, compresa l’altezza del Sole.
    Consulta la fonte OMS

  6. NASA Space Place – What Causes the Seasons?
    Spiegazione divulgativa del rapporto tra inclinazione terrestre, raggi solari e alternanza delle stagioni.
    Consulta la fonte NASA

  7. Met Office – Understanding Equinoxes and Solstices
    Approfondimento sul significato astronomico di equinozi e solstizi e sulle variazioni dell’altezza del Sole.
    Consulta la fonte Met Office

  8. NOAA Global Monitoring Laboratory – Solar Position Calculator
    Strumento per calcolare altezza e direzione del Sole in base a località, data e orario.
    Consulta il calcolatore NOAA

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